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SANITA’ : POSIZIONE CRITICA DI CGIL, CISL E UIL ” ALLE PROMESSE DEVONO SEGUIRE I FATTI “.

di Lamberto Cugudda ◗ TORTOLÌ Le organizzazioni sindacali lamentano che le parti sociali non sono state coinvolte al tavolo della discussione nella riunione della conferenza socio sanitaria Ogliastra tenutasi mercoledì, alla quale erano presenti l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, e il direttore generale dell’Ats, Fulvio Moirano, E lo fabbo con un documento firmato dai segretari confederali Ogliastra di Cgil-Cisl-Uil, e dai segretari di categoria della stessa triplice. «Sulla grave situazione in cui è precipitata la sanità ogliastrina – precisano – qualcosa da dire, anche di tecnico, lo avevamo.

Ed esprimiamo preoccupazione per la complessa e delicata situazione in cui versa l’assistenza sanitaria nel nosocomio. Ribadiamo che nello stesso, la carenza di organico sta determinando una situazione di forte rischio sia per operatori che pazienti. Da mesi sia il manager Ats, sia l’assessore Arru sono a conoscenza della situazione. Nonostante questo non si è ancora provveduto a sostituire le figure che sono venute a mancare per trasferimenti o cessazione del rapporto di lavoro, oltre che per carenza da pianta organica». Per Cgil-Cisl-Uil confederale e di categoria i provvedimenti annunciati durante la Conferenza socio sanitaria sono insufficienti. «La situazione di emergenza che da mesi crea un forte disagio – aggiungono – è stata fino ad ora tamponata solo grazie al senso del dovere degli operatori che sono stati costretti a turni massacranti, turnazioni aggiuntive, carenza di riposo, reperibilità oltre le ore dovute da contratto, rinuncia alle ferie estive. Mantenere attivi i servizi e garantire un buon livello di assistenza sanitaria – concludono – è quindi un miracolo quotidiano affidato alla buona volontà degli operatori. Tutte le promesse e gli impegni assunti per garantire la tutela della salute di questo territorio sono state puntualmente disattese». Chiesto quindi, un incontro urgente con il direttore d’Area, Andrea Marras.

Fonte: La Nuova Sardegna